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Instagram marketing: come farlo in modo efficace

by Msw 10 Marzo, 2020
instagram marketing strategie

Instagram marketing: strategia e competenza, non solo follower. Fra i tanti social che sono apparsi e scomparsi nel tempo, Instagram ha saputo mantenere una certa rilevanza nel contesto tecnologico di smartphone sempre più simili a minifotocamere compatte e concorrenza spietata fra Snapchat, TikTok, Vine e tutti gli altri nomi in gara per l’app del decennio.

Oggi l’Instagram marketing è uno degli strumenti di strategia pubblicitaria più utilizzati sia da influencer che brand di vario tipo, i quali adoperano strategie complesse per la creazione di contenuti visivi accattivanti, capaci di creare interesse e coinvolgere i “followers” per convertirli direttamente o indirettamente in vendite, oppure usarli come amplificatore  pubblicitario.

Instagram: la sua funzione

Nata nel 2010, la creazione di due giovani appassionati di fotografia diventa ben presto virale e, dopo l’acquisizione di Facebook nel 2012, le versioni di Instagram iniziano ad introdurre tutta una serie di strumenti utili non solo a chi i contenuti li crea, ma anche a chi li usufruisce.

Nella sua evoluzione, gran parte degli algoritmi e dei “trucchi” per ottimizzare la portata dei post e non ricorrere necessariamente alle inserzioni sono stati resi impossibili. I contenuti sponsorizzati, ribattezzati volgarmente”pubblicità su Instagram” da chi ha poco apprezzato l’acquisizione della piattaforma da parte di Facebook, hanno lentamente preso il posto di molte altre strategie per il successo.

Oggi, però, Instagram come funziona? Usato da decine di migliaia di persone su base giornaliera, nonostante le tante modifiche apportate al suo funzionamento, la base del social rimane sempre la stessa: creare contenuti visivi interessanti, aiutati dall’utilizzo dei cosiddetti “hashtag” di tendenza e connessi a ciò che si andrà a vedere.

Il profilo aziendale su Instagram

Se finora si è potuto intuire il potenziale nell’utilizzo di Instagram da parte di un’azienda, è il caso di spiegare che, seguendo le giuste indicazioni, è possibile fare di questo social il proprio punto di riferimento per i clienti vecchi e nuovi, coinvolgendoli in un racconto “a tu per tu” e creando un’immagine aziendale umanizzata, reale, concreta e che i consumatori possano sentire vicina alle proprie esigenze. L’obiettivo ultimo, dopotutto, è sempre fidelizzare la clientela già acquisita, mentre se ne aggiunge di nuova.

La gestione del profilo Instagram, caricamenti a parte, è piuttosto “sintetica”: poche opzioni di privacy, alcune funzioni portate direttamente da Facebook (come la possibilità di ricevere le richieste di tag prima di farle apparire automaticamente sul proprio profilo) e l’album di foto, dove si possono ora caricare filmati fino a un minuto, accanto alla possibilità delle immancabili “Stories”: immagini o video di massimo 15 secondi, i quali possono essere concatenati fra loro, rimanendo disponibili per 24 ore dal momento del caricamento iniziale.

Gli strumenti per l’Instagram marketing: bio, post, stories

Secondo la struttura del social, la prima parte che un utente vede quando entra in un profilo, è la cosiddetta “bio”. Questa definizione è la stessa cosa della biografia di Facebook o della presentazione di altre piattaforme: poche, essenziali informazioni, poste in modo da incuriosire l’utente e far capire a questo il tipo di contenuto che troverà sul profilo. In buona sostanza, questa parte sostituisce la “copertina” di altri siti, in quanto crea una vetrina riassuntiva dei contenuti prodotti. Fare marketing con Instagram, quindi, non è tanto diverso da qualsiasi altro social.

Il focus di questa piattaforma è ovviamente su foto e video, con descrizioni usate spesso come contorno dove inserire tutti gli hashtag più adatti e qualche informazione essenziale.
Il social media manager esperto, ad esempio, per consigliare la strategia giusta a un’azienda che vuole farsi pubblicità su Instagram, non dovrebbe valutare soltanto l’approccio (amichevole, formale, video-oriented o photo-oriented…) verso i potenziali clienti, ma fare anche un’analisi del rapporto benefici/costi dell’utilizzare i contenuti sponsorizzati e le campagne pubblicitarie.

La pubblicità su Instagram ed i costi

Ma quale è l’effettivo costo della pubblicità su Instagram? Come gestire una pagina Instagram efficientemente e senza investire capitali senza ritorno? Come fare marketing su Instagram senza budget cospicui?

Il primo indizio su quanto sia personale questa piattaforma, lo si ha dalla gestione della pagina Instagram, spesso riservata a una sola persona, incaricata della sua completa pianificazione. Dando un’occhiata ai brand più seguiti, si possono vedere molte idee creative, pensate da un team ma realizzate da una o due persone: puzzle d’immagini che, quando viste in forma album, formano una sola foto; post formali misti a cose “casalinghe”, in modalità e tempistiche apparentemente casuali, per dare ai clienti l’idea di convivialità e vicinanza, per creare un volto all’azienda che ne è, per sua forma commerciale anonima, solitamente sprovvista.

Menzione a parte lo merita inoltre la possibilità di gestione del profilo Instagram con Facebook, un’eventualità che va considerata se si vuole creare un unico “hub” aziendale, a patto si comprenda il grado di pianificazione richiesto da questa scelta, specie se non vi è un solo social media manager coinvolto.

Sul fronte costi, purtroppo, Instagram è stata acquisita da Facebook e da questo nome non ha ereditato solo il logo e i cambiamenti agli algoritmi, ma anche il complicatissimo e del tutto deprecabile Business Manager. Alla domanda “quale è il costo della gestione di una pagina Instagram?” le risposte potrebbero essere molteplici e confuse.

Il calcolo dei costi di Instagram, così come quelli per Facebook, non è per niente facile. I dati più recenti parlano di oltre due dollari per ogni “utente convertito”, calcolato sul 10% circa di chi esegue effettivamente l’azione desiderata dopo aver visto un annuncio. Considerato il costo dei clic, i giorni e gli orari di pubblicazione, è chiaro che Instagram è un canale utile a relazionare il prospect con il brand, a fidelizzarlo, per poi convertirlo anche con altri canali di digital marketing.

L’ultima domanda da porsi è, quindi: come gestire una pagina Instagram? Anche qui, la risposta può essere solo che generica. Le regole “base” per il successo su questo social prevedono le interazioni “a tutto tondo”: bio coinvolgente, post regolari ed interessanti, stories capaci d’incuriosire l’utente medio e sfruttate per “ridurre la distanza” con chi guarda.

Instagram è uno di quei pochi, selezionati, social dove è possibile non solo pubblicizzare i propri prodotti e servizi in maniere scenografiche, con l’aiuto di esperti nelle figure di fotografi, ma anche abbattere dei muri di comunicazione tipici delle sponsorizzazioni su Google o lo stesso Facebook: le Stories si sono imposte come quel ponte comunicante fra potenziali clienti e azienda, specie per via della loro natura transitoria, dove la formalità e l’impostazione del materiale visivo hanno lasciato presto spazio a interazioni più casuali, genuine e capaci di far parte di una strategia di marketing indirizzata al creare non solo il brand e l’immagine aziendale, ma dare un volto e un carattere ad un semplice nome commerciale.

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